Una frase sulla Scrittura di Italo Svevo

«Io credo, sinceramente credo che non c’è miglior via per arrivare a scrivere sul serio che quella di scribacchiare giornalmente. Si deve tentare di portare a galla dall’imo del proprio essere, ogni giorno un suono, un accento, un residuo fossile o vegetale di qualcosa che sia o non sia il pensiero, ma bizzarria, rimpianto, un dolore, qualche cosa di sincero, anatomizzato, e tutto e non di più. Altrimenti facilmente si cade, – il giorno in cui si crede d’essere autorizzati a prendere la penna – in luoghi comuni o si travia quel luogo proprio che non fu a sufficienza disanimato. Insomma fuori della penna non c’è salvezza.
Chi crede di poter fare il romanzo facendone la mezza pagina al giorno e null’altro, s’inganna a partito. Ma d’altronde questa paginetta scritta sotto l’impressione di un dato momento, del colore del cielo, del suono della voce di un proprio simile, non diverrà mai altro di quello ch’è; la pagina più sincera ma di un’impressione troppo immediata e violenta. Non bisogna pensare di rappezzare con tali pagine qualche cosa di maggiore. Napoleone usava notare quanto non voleva più dimenticare su un foglietto di carta che poi stracciava. Stracciate anche voi le vostre carte oh! formiche letterarie. Fate in modo che il v[ostro] pensiero riposi sul segno grafico col quale una volta fissaste un concetto, e vi lavori intorno alterandone a piacere parte o tutto, ma non permettete che questo primo immaturo guizzo di pensiero si fissi subito e incateni ogni suo futuro svolgimento».   

− Italo Svevo

Citazioni sulla Scrittura: Italo Svevo

Autore dell'articolo: Eleonora Lo Iacono

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