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 Oggetto del messaggio: Un treno di penna
MessaggioInviato: gio gen 14, 2010 4:02 am 
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Iscritto il: dom mar 08, 2009 6:24 pm
Messaggi: 526
Un treno di penna

Il faro puntava la sua luce ambarica sulla piazzola. Non volava una mosca a quell’ora, di tanto in tanto passava soltanto qualche auto di qualche inguaribile nottambulo di paese, una di quelle povere anime in pena che ululano alla luna la voglia di una vita che la piccola realtà rurale non può offrire. Michael scriveva, scriveva senza sosta sul suo vecchio quaderno, seduto sull’unica panchina che era presente nella piazzola, proprio sotto al fascio di luce ambarica del faro. Erano anni che imbrattava quel quaderno coi suoi lunatici tratti di penna. Le righe e i fogli che si susseguivano, bianchi come la nebbia di fine Novembre, per lui erano come un percorso, una strada, un’area da esplorare a tentoni in cerca di qualche cosa che neanche lui sapeva bene cosa potesse essere. Un racconto forse, o un’inaspettata verità. Un’illuminazione probabilmente, che gli facesse capire l’incomprensibile motivo di così tanta attesa. L’attesa. Perché, per Michael, scrivere su quel vecchio quaderno era come un’attesa in una grande Stazione. Una stazione dove passano treni che non esistono. Scrivere, scrivere, scrivere, per lui era come aspettare che tra i suoi tratti di penna passasse una tanto attesa illuminazione. Non sapeva cosa avrebbe dovuto essere, sentiva solamente che prima o poi, quell’illuminazione, sarebbe passata, e si era giurato che lui sarebbe stato lì per coglierla. Michael era un ragazzo un po’ al di fuori del coro. Amava starsene per i fatti suoi, amava l’arte e la musica. Adorava scrivere nel silenzio dei notturni durante i quali, citando Kafka, diceva che “riusciva a scrivere meglio, perché le sue paure non lo lasciavano dormire”. E di paure Michael ne aveva tante. Aveva paura del presente, aveva paura della tecnologia. Michael odiava la tecnologia. Diceva sempre che “Internet ha diseducato la gente a ricercare”. Lui pensava che per raggiungere il Nirvana, e cioè la massima coscienza del proprio spirito, era fondamentale l’elemento della ricerca, e per questo diceva che grazie all’Internet l’umanità aveva fatto due passi indietro nella propria evoluzione. Diceva sempre che non c’è mestiere nel nostro mondo, e che tutti puntano a fare le star perché la televisione ha fatto scordare a tutti quanto sia indispensabile un ottimo carpentiere. Michael diceva sempre che la gente dovrebbe investire più tempo per farsi una passeggiata fuori e spegnere quel maledetto computer. Michael diceva sempre che film come Matrix e Blade Runner non sarebbero stati per sempre fantascienza. Non trovava mai riscontro nella gente, Michael, quando provava a condividere questi suoi pensieri, e così scriveva.
Scriveva e scriveva e scriveva, in cerca di un Io forse, o di se stesso, ma la cosa che mi ha sempre fatto sorridere di Michael è che, nonostante pensasse tutte quelle cose, era l’unico che scriveva e scriveva e scriveva. La luce ambarica del faro tornò ad essere una realtà intorno a Michael, che ridiscese dalla penna ai piedi per terra. Un’altra notte ad aspettare quel treno che per un’altra notte non era passato.
C’è sempre stata un’altra cosa di Michael che mi ha sempre fatto divertire: e cioè il fatto che rimase tutte le notti ad attendere con un tratto di penna un treno sul quale era già salito da tempo.


N.B Questi racconti sono di proprietà dei legittimi autori, pubblicati in questo forum in licenza creative commons.
I testi non riportano i crediti dei leggittimi proprietari perchè partecipano al concorso VolanZine che, come da regolamento, prevede l'assenza dell'autore.
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 Oggetto del messaggio: Re: Un treno di penna
MessaggioInviato: gio gen 14, 2010 11:56 am 
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Minus Quam Scribertuccia

Iscritto il: mer dic 23, 2009 4:13 pm
Messaggi: 83
Ambarica?
Ho cercato su internet informazioni riguardanti questo termine. Ho trovato poco, ma non ho cercato a lungo.
Qualcuno sa cosa voglia dire esattamente?

Bella chiusura. Davvero.
Ma Michael chiamalo Marco, che secondo me suona meglio e dona un tocco di reale alla tua piccola creazione irreale.

Incipit accettabile, corpo del racconto forse abbastanza scontato (ha troppo il sapore di qualcosa già ampiamente gustato in precedenza), ma grande chiusura.
Io partirei da queste considerazioni.

Sommando il tutto: un discreto racconto. [[90]]

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Francesco Jonus


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 Oggetto del messaggio: Re: Un treno di penna
MessaggioInviato: ven gen 15, 2010 10:19 am 
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Minus Quam Scribertuccia

Iscritto il: sab gen 09, 2010 9:46 am
Messaggi: 59
Il tratto si fa tratta, sempre viaggio è, chi mai potrà dire quale sia il migliore?


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 Oggetto del messaggio: Re: Un treno di penna
MessaggioInviato: ven gen 15, 2010 2:55 pm 
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Minus Quam Scribertuccia

Iscritto il: dom dic 13, 2009 5:38 pm
Messaggi: 55
Mi è piaciuto!
Scorre, non si perde con inutili "fronzoli" e racconta "facendo vedere".
Bello!


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 Oggetto del messaggio: Re: Un treno di penna
MessaggioInviato: ven gen 15, 2010 3:12 pm 
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Minus Quam Scribertuccia

Iscritto il: lun ott 12, 2009 8:46 pm
Messaggi: 24
Corwin86 ha scritto:
Ambarica?
Ho cercato su internet informazioni riguardanti questo termine. Ho trovato poco, ma non ho cercato a lungo.
Qualcuno sa cosa voglia dire esattamente?

Non è la forma di corrente elettrica utilizzata nel mondo di Lyra nella "Bussola d'oro"?


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 Oggetto del messaggio: Re: Un treno di penna
MessaggioInviato: ven gen 15, 2010 5:01 pm 
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Minus Quam Scribertuccia

Iscritto il: mer dic 23, 2009 4:13 pm
Messaggi: 83
gbeani ha scritto:
Corwin86 ha scritto:
Ambarica?
Ho cercato su internet informazioni riguardanti questo termine. Ho trovato poco, ma non ho cercato a lungo.
Qualcuno sa cosa voglia dire esattamente?

Non è la forma di corrente elettrica utilizzata nel mondo di Lyra nella "Bussola d'oro"?


Effettivamente, potrebbe anche essere [[4]]

_________________
Francesco Jonus


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 Oggetto del messaggio: Re: Un treno di penna
MessaggioInviato: ven gen 15, 2010 5:12 pm 
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Scribertuccina
Scribertuccina

Iscritto il: dom mag 03, 2009 6:18 pm
Messaggi: 566
gbeani ha scritto:
Corwin86 ha scritto:
Ambarica?
Ho cercato su internet informazioni riguardanti questo termine. Ho trovato poco, ma non ho cercato a lungo.
Qualcuno sa cosa voglia dire esattamente?

Non è la forma di corrente elettrica utilizzata nel mondo di Lyra nella "Bussola d'oro"?

... è l'unica "spiegazione" che ho trovato... comunque, mi sembra indice di scarso rispetto verso i lettori [[100]]

_________________
Iscritto n.105 (forse: ormai ho perso il conto...)


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 Oggetto del messaggio: Re: Un treno di penna
MessaggioInviato: ven gen 15, 2010 7:01 pm 
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Minus Quam Scribertuccia

Iscritto il: dom set 20, 2009 4:29 pm
Messaggi: 58
Un racconto ambizioso che non mantiene le sue promesse.


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 Oggetto del messaggio: Re: Un treno di penna
MessaggioInviato: ven gen 15, 2010 8:14 pm 
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Aspirante Scribertuccina
Aspirante Scribertuccina

Iscritto il: ven dic 18, 2009 6:12 pm
Messaggi: 119
credevo di essere io l'ignorante ma a quanto pare certi termini non sono di uso "comune"
bò.....
ne carne, ne pesce.

_________________
brzbrzbrbzrzbrzbrzbrzbrzbrzbrzrb


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 Oggetto del messaggio: Re: Un treno di penna
MessaggioInviato: dom gen 17, 2010 12:19 am 
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Moderatore

Iscritto il: mer mar 25, 2009 5:19 pm
Messaggi: 1055
Cita:
Michael era un ragazzo un po’ al di fuori del coro.

Non va bene, secondo me, che lo dica il narratore. Il lettore dovrebbe capirlo da solo dalle azioni di Micheal.

Boh, non mi ha preso. Non ci vedo una storia, solo una serie di pensieri del protagonista e neanche tanto originali. Questione di gusti. Sorry...


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