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Concorso per racconti brevi. 'Su un singolo foglio A4 è possibile stampare un racconto di due cartelle e piegandolo in un determinato modo è possibile ottenere una sorta di libretto che sta comodamente in un taschino, e non ha bisogno di rilegatura'.
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 Oggetto del messaggio: La rumba e i santi
MessaggioInviato: mer dic 07, 2011 5:17 pm 
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Iscritto il: dom mar 08, 2009 6:24 pm
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La rumba e i santi

Quando ho visto che non c’era più nulla da fare, ho preferito sul momento battere in ritirata.
“ Quelle rosse?”
“ Si, quelle rosse col tacco a spillo.”
Immagino che la decisione definitiva si prenda sempre nel momento in cui si percepisce di non poter più contribuire a modificare le cose, nemmeno sotto sforzo, nemmeno pregando qualche santo.
Come molti, arrivo a pregare solo quando non ho scelta, con la solita pretesa che proprio per non averlo mai fatto, mi venga riservato un diritto di prelazione sul favore richiesto.
Non è mai cambiato niente pregando e mi vergogno anche un po’ a farlo quando lo faccio, in fondo muoiono tante cose, tante persone ma a me non interessa io voglio solo che arrivi il momento di ballare la rumba, m’interessa solo che arrivi la rumba.
Pur avendone il timore, non avrei mai creduto che non sarebbe stato capace di farlo davvero ed ero anche convinta che un barlume di vita mi fosse rimasto, invece no, niente di niente, mi viene quasi da pensare che se magari non avessi pregato quel santo le cose sarebbero andate diversamente, ma poi non avrei avuto altro, nessuna ultima spiaggia, solo la rumba.
I figli non si dovrebbero mai fare con i disperati, quelli che con i figli cercano di crearsi una personalità, di crearsi un alibi per le loro miserabili vite e la tua vita può essere miserabile indipendentemente dai soldi che possiedi, dalle specializzazioni che hai, la tua vita può essere miserabile e basta.
“ Viola no! Stai zitta, smettila, non dovresti dirmi tutto questo, così limiti la mia possibilità di aiutarti!”
“Non c’è problema Sara, non m’interessa essere aiutata, devi solo sistemare le cose al meglio quando sarà il momento, nient’altro.”
Certi locali sono strani, da una parte tutta birra, dall’altra tutto tranne che birra, come se cambiasse qualcosa bere birra piuttosto che altro quando ti prepari a fare quello che dovevo fare io.
Le scarpe rosse calzano bene, nessuno scricchiolio nonostante siano nuove, nessun dolore, immaginavo sarebbero state perfette e lo sono.
Nonostante tutta questa gente, non ho nemmeno un barlume di disagio addosso, nemmeno un piccolo pensiero per la testa, d’altra parte non mi serve più pensare ora che sono pronta.
L’ho visto da lontano, ho riconosciuto subito la sua miseria e lui la mia.
“Viola, non dovresti essere qui.”
“Non dovrei.”
“Perché sei qui?”
“ C’è una rumba che devo ballare stasera.”
In quel momento avrei preferito dargli almeno il tempo di pregare qualche santo ma poi ho pensato che quel tempo sarebbe andato sprecato, che chi si sente dio non ha bisogno di nessun santo da pregare.
“Ho fatto tutto quello che potevo per salvare nostro figlio Viola, sarebbe morto anche se fosse stato un altro il chirurgo, sono passati cinque anni, le persone vanno avanti Viola, dovresti farlo anche tu, prenderti cura di te stessa, Cristo!”
Mi sono preparata così bene che ci ho messo un attimo e nell’esatto momento in cui è morto sono convinta che non abbia provato nulla. In fondo era quello che volevo per lui, che non provasse più nulla ed ero quello che volevo per me, non provare nulla.
“Pronto! Sara? Preparati a sistemare le cose, ho appena finito di ballare la mia Rumba!”



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 Oggetto del messaggio: Re: La rumba e i santi
MessaggioInviato: gio dic 08, 2011 9:52 pm 
Su questo ritorno.


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 Oggetto del messaggio: Re: La rumba e i santi
MessaggioInviato: gio dic 08, 2011 10:16 pm 
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Iscritto il: mer giu 15, 2011 9:13 pm
Messaggi: 559
Non mi è piaciuto, non l'ho capito, ci sono erroretti e refusi e trovo i dialoghi inverosimili. Mi sembra tutto molto raffazzonato e cucito male. Facciamo che lo rileggo.


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 Oggetto del messaggio: Re: La rumba e i santi
MessaggioInviato: gio dic 08, 2011 10:27 pm 
Invece, facciamo che io quoto Lau.
Prima mi annoio con una serie di riflessioni intervallate da dialoghi, riflessioni che mi dicono troppo quello che devo sentire leggendo questo racconto senza lasciarmi uno spazietto per la mia immaginazione, poi l'ennesimo morto, che ormai, dopo quattro racconti tutti con il morto, mi aspetto già dalla prima occasione in cui scrivi rumba come segno di una mancanza di fantasia.
E a essere ammazzato è un padre rompiscatole, forse, che ha perso un figlio. Sinceramente non capisco come certe tematiche siano affrontate con una leggerezza che trovo urticante.
Con un tema simile, perché non creare una realtà quotidiana possibile? Secondo me, hai perso un'ottima occasione.
Mi scuso per la mia esternazione, ma io questo racconto non l'ho apprezzato.
Ma a rileggerti, dopo una camomilla.


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 Oggetto del messaggio: Re: La rumba e i santi
MessaggioInviato: sab dic 10, 2011 12:49 pm 
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Scribertuccina
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Iscritto il: ven gen 14, 2011 10:42 am
Messaggi: 857
Mi aggiungo alle colleghe. La trama è confusa, mancano virgole, ci sono spazi dove non ci stanno.
Alle regole di punteggiatura si può passare sopra se ne è chiara l'intenzione, se il tutto appare come sperimentazione voluta. Allora ben venga.
Ma se l'intento non è questo, trovo più giusto attenersi ai dogmi grammaticali; altrimenti, il rischio è dare l'impressione della noncuranza.

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Io sono sempre stata come sono | anche quando non ero come sono | e non saprà nessuno come sono | perché non sono solo come sono.

(Patrizia Valduga)


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 Oggetto del messaggio: Re: La rumba e i santi
MessaggioInviato: sab dic 10, 2011 3:46 pm 
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Iscritto il: mar mag 31, 2011 2:58 pm
Messaggi: 269
La punteggiatura è molto personale, ma in questo caso è certamente carente, quasi mi ha disturbato leggerlo dovendo pensare io a mettere mentalmente le pause. Colgo l'occasione per sottolineare un errore che vedo molto frequente. La paroletta "si" non si accenta in quanto monosillaba, ma quando è affermazione, proprio per differenziarla dalla particella, ci va l'accento e diventa sì. Scusate lo sfogo. Torno al racconto. Perchè il colpo di scena finale? Cosa aggiunge di drammatico, o allo spessore della scrittura o della storia? In diversi racconti ho notato che si riserva all'effetto sorpresa un ruolo importante. Non sono d'accordo. L'idea del racconto può essere buona e, allora, perchè non sviluppare un lavoro introspettivo sulle intenzioni di una madre senza sorprese? Il ruolo dell'amica mi pare inutile. È un personaggio di troppo, a mio avviso.


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 Oggetto del messaggio: Re: La rumba e i santi
MessaggioInviato: sab dic 10, 2011 5:11 pm 
L'ho trovato confuso e anche alla fine da interpretare, ci ho visto solo una grande disperazione della protagonista che punta il dito sulle miserie della vita, quel non sentire più nulla mi ha spaventata, giustiziera anche verso se stessa? [[12]]


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 Oggetto del messaggio: Re: La rumba e i santi
MessaggioInviato: sab dic 10, 2011 10:00 pm 
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Aspirante Scribertuccina
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Iscritto il: sab gen 01, 2011 6:31 pm
Messaggi: 368
Località: roma
Sfocato, sembra un incipit e non ha, non può avere per regolamento, la lunghezza adeguata a schiarire la scrittura. Il personaggio di Sara toglie parole preziose, forse.
"I figli non si dovrebbero mai fare con i disperati"
questa ha una carica evocativa notevole, invece.
Magari ripasso, dopo aver letto altri racconti.

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 Oggetto del messaggio: Re: La rumba e i santi
MessaggioInviato: dom dic 11, 2011 2:22 pm 
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Iscritto il: ven ott 30, 2009 1:07 pm
Messaggi: 2337
non l'ho capito, credo.
perché se l'ho capito mi pare del tutto superficiale, senza un vero inizio e una vera fine. i dialoghi sono assurdi.
e la punteggiatura è da rivedere in toto.

a rileggerti.


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 Oggetto del messaggio: Re: La rumba e i santi
MessaggioInviato: dom dic 11, 2011 5:42 pm 
io, invece, credo di averlo capito, però non mi piace proprio
è addirittura esagerata la leggerezza in cui si tratta un certo argomento
di certo non aiuta
e poi ci sono parecchi errori
negativo


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