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Blog - Il buio oltre la spalliera
Scritto da Guido Oliva   
Venerdì 02 Ottobre 2009 21:55

ORA: BAARìA
C’era una volta in sicilia. Ho rischiato di confondermi. Gli anni sono quelli, il dialetto, più o meno, è quello, la musica è esattamente la stessa: ho pensato di essermi seduto per vedere il capolavoro di Leone. L’epopea di tre generazioni a cavallo di fame, guerra (e quindi amore) e politica. Una fettona biscottatona con sopra spalmata una marmellata di Morricone.

E’ un film che acquisterà col tempo secondo me. Perché è bello, è un bel film ma non lo so se è un capolavoro. È distaccato, magari volutamente ma, nel coacervo di attori, in parti grandi, medie e piccole, non ci si riesce ad affezionare ad un personaggio. Anche Peppino resta lontano. Con i suoi ideali puliti che lasciano una traccia (rossa) dalla Sicilia fino a Roma (flebile). C’è la fame, c’è la maf(f)ia, le bombe e la polvere. Ci sono i padroni e i braccianti. E c’è la nascita di un partito che sembra fin troppo candido. E in mezzo a tutto, il blando antifascista interpretato da Francesco Scianna che sembra (oh blasfemìa) la fotocopia del Richard Gere di All’ultimo Respiro.
E’ un film pomposo, si vedono tutti 20 milioni spesi: è curato, fotografato alla grande ma colpisce di più gli occhi che lo stomaco.
Da vedere senza l’idea di rimanerne folgorati.
Come dice Luigi Lo Cascio (secondo me il più bravo nel film): “Astà buono astà buono”…

SEMPRE: IL SENSO DELLA VITA
Chi non ama l’umorismo inglese lasci stare. Ma chi lo apprezza (almeno in determinate occasioni e questa è una di quelle) non lo può perdere. Una comicità apparentemente demenziale ma che dimostra una ironia sferzante e caustica contro la società di quegli anni (i primi ’80) e che potrebbe andare benissimo anche per quella di oggi. Ci sono dei pezzi che hanno fatto scuola: la non curanza nell’ospedale con “La macchina che fa Bing”, “Il tristo mietitore” con gli snob che tentano di farsi gioco della morte, il grassone schifoso (sembra sia stata eletta scena più schifosa della storia del cinema) che esplode per una mentina di troppo, la donazione del fegato (bleaaah), la satira contro la religione cattolica con il mucchio di bimbi che canta la canzoncina famosa sulla sacralità degli spermatozoi. La Lezione di sesso dal vivo fatta dallo zelante professore del college.

Insomma, chi ha dei dubbi sul vero significato della vita, non può far altro che andarsi a prendere questo dvd, mettersi comodo,
e avere tutte le risposte!

 



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atlantide   |2009-10-07 19:01:07
Meglio una fettona biscottatona con marmellata che un panettone!!!
Mi è piaciuto il ritmo convulso della prima mezz'ora. La carrellata di
personaggi mi sta bene, poichè è una memoria collettiva che emerge. Finalmente i contributi ricevuti dalla regione Sicilia (e non solo)a mio avviso
sono stasi spesi bene, per restituire al pubblico una visione ironicamente e amaramente dettagliata di numerosi decenni della storia del secolo
scorso.
Solitamente, quando si conclude una proiezione nelle sale italiane, le luci non consentono di leggere i titoli di coda: stavolta ho potuto
gustarli poichè immagini e testimonianze locali scorrevano in concomitanza.
P.S:Scianna somiglia a Gere...hai ragione
janmaris  - ..troppo..   |2009-10-18 01:12:58
Perchè non mi è piaciuto? Eppure le scene belle non mancano. E abbondano le immagini che probabilmente per un certo tempo resteranno nella mia
memoria (e il cinema non è anche -o forse prima di tutto- 'immagine'?).
Eppure a volte mi irritava: forse il punto è proprio che tutto era
'troppo': troppe scene culminanti, quadri troppo curati, sequenze troppo in movimento, corali, "da cinema"...
Pensavo che sono poche le
scene in cui mancano bambini che corrono, uomini che si agitano, ...masse che fluttuano.
E poi certi dialoghi, a volte troppo drammatici, altre volte
troppo -insensatamente- comici...
A mio avviso enfasi eccessiva, troppo spesso un tono 'sopra le righe': tanto che concordo pienamente con il
sintetico "colpisce di più gli occhi che lo stomaco"
Tuttavia alcune sequenze (ad esempio quelle sui gruppi di contadini che si incontrano)
sono davvero valide. [...E Luigi Lo Cascio qui m'ha convinto appieno!...]

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